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16 ottobre 2011 7 16 /10 /ottobre /2011 18:57

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Il fatto

 

Un migliaio di violenti, come tutti hanno potuto vedere in rete o nei servizi televisivi, hanno fatto fallire la manifestazione che gli indignati d'Italia avevano organizzato a Roma. Erano più di centomila i manifestanti che, nella capitale, come in altre 951 città del mondo, si erano dati appuntamento  contro la crisi che dal 2008, in vario modo, attanaglia il mondo, soprattutto quello dei giovani. Ma né la polizia, né i partecipanti pacifici al corteo sono riusciti a impedire che i cosiddetti "black bloc",  nascosti sotto i cappucci, i fazzoletti o i caschi, incendiassero le auto in sosta, assaltassero le  camionette dei carabinieri, spaccassero le vetrine dei negozi, lanciassero sampietrini contro le forze dell'ordine.

I teppisti hanno provocato danni materiali che ammontano a diversi milioni ma, soprattutto, hanno impedito che i movimenti giovanili potessero manifestare liberamente e pacificamente le loro critiche legittime al mondo della finanza.

 

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Il commento

 

Più che un commento sono domande.

Perché una manifestazione, che si svolgeva contemporaneamente in quasi mille città del mondo, solo in Italia ha assunto questi livelli di violenza inaudita?

I teppisti, giunti nella "città eterna" da tutta Italia, perché non sono stati fermati prima che intervenissero, visto che erano forniti di caschi, spranghe e zaini, dove non credo che tenessero bibite o panini?

La violenza era spontanea o organizzata e diretta da mestatori di professione?

La polizia, se non li ha fermati prima, come mai non è riuscita a fermarli durante gli scontri?

E allora mi vengono in mente altre domande.

Perchè in Italia il '68 è sfociato nel terrorismo?

Perchè nel nostro Paese ci sono state le stragi di Piazza Fontana, di Brescia, di Bologna e dell'Italicus?

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