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27 febbraio 2014 4 27 /02 /febbraio /2014 19:35

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Bonafede non ha tutti i torti

Il fatto

L’assessore Bonafede, a proposito del suo stipendio, avrebbe detto che le sembra paradossale che “un assessore regionale guadagni meno del suo capo di gabinetto, meno di un deputato e, in certi casi, perfino di un commesso”.

Oltre ai tagli orizzontali – afferma Bonafede – gli assessori subiscono la tassazione dell’unica indennità percepita per intero. Così, per quanto mi riguarda, il mio stipendio netto, con la tassazione al 44%, è di 5.440 euro mensili. L’attività di assessore – conclude – non prevede pause e vacanze, meriterebbe un riconoscimento economico proporzionato al lavoro svolto, ai risultati ottenuti e all’assunzione delle responsabilità connesse”.

In effetti, una volta entrato nel sito della Regione Sicilia, ho verificato sulle pagine di “Amministrazione trasparente” (impresa non facile, alla faccia della trasparenza!) che il suo stipendio lordo è di 10.013,55 (al netto degli importi per i viaggi di servizio e per le missioni) e che è il più basso tra gli assessori e molto più basso dei dirigenti di alta fascia (che arrivano a superare i 200.000 euro lordi annuali, cui occorre aggiungere la cosiddetta “retribuzione risultato”). Non ho potuto verificare sul sito le tabelle degli stipendi dei commessi , ma da fonti indirette leggo che lo stipendio di un commesso all’apice della carriera si aggira intorno agli 80000 euro annui (il doppio quasi di un suo collega lombardo) . Trascuro che in Sicilia gli assistenti parlamentari, i cosiddetti commessi, sono 120 mentre in Lombardia, regione con il doppio di abitanti sono 81 (fonte: Quotidiano di Sicilia del 13 maggio 2010), perché il discorso diventerebbe troppo lungo.

Commento e alcune domande

  1. E’ vero: non c’è proporzione tra lo stipendio della Bonafede e quello di un dirigente. Ed io ritengo essere il lavoro del politico importante almeno quanto quello dl burocrate, se non altro perché le sue decisioni possono influire sulla vita reale di milioni di persone, nel bene e nel male (secondo l’opinione corrente più nel male che nel bene).  Ma perché l’assessora siciliana e tutta la giunta, compreso il Presidente Rosario Crocetta, non propongono di diminuire la retribuzione dei dirigenti, che sfiora quella del presidente Obama? E il discorso non vale solo per gli alti burocrati siciliani.

  2. Per quanto riguarda i risultati politici ottenuti dall’assessora, dovrebbe stare tranquilla: decideranno gli elettori.

  3. Ma chi, e come, decide la nomina degli alti burocrati? Chi valuta il loro rendimento? E, ammesso che ci sia qualcuno preposto a questo sacrosanto compito (sacrosanto dal punto di vista dell’interesse collettivo), costui , singola persona o organismo collettivo, può intervenire sul loro stipendio in rapporto al loro “profitto”, contrastando tutte le difese corporative? Succede nella realtà italiana?

  4. Insomma, quando avverrà che il popolo valuterà sulla base del merito e non dei favori fatti alla “clientela”? E quando i politici valuteranno i burocrati sulla base delle loro qualità ? Ovvero, quando saremo un paese normale?

 

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Published by diogene - in Attualità
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