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6 settembre 2012 4 06 /09 /settembre /2012 12:57

Il fatto

Il 30 agosto il settimanale Panorama, edito da Mondadori, gruppo presieduto da Marina Berlusconi, ha pubblicato un articolo di Giovanni Fasanella contenente alcune “indiscrezioni su quel che si sono detti  al telefono il capo dello Stato e Nicola Mancino, nelle conversazioni segrete che la Procura di Palermo ha registrato”.  Secondo le indiscrezioni  “Napolitano… avrebbe espresso forti  riserve sull’operato della Procura [di Palermo]….anche su Di Pietro le confidenze telefoniche non avrebbero risparmiato critiche…..E parole molto poco benevole con il ricorso a metafore assai lontane dal linguaggio ovattato proprio delle alte cariche istituzionali sarebbero state riservate anche a Berlusconi… “.

napolitano.jpg


Il commento

Questi i fatti, ammesso che le citate indiscrezioni, senza neppure precisarne  le fonti, si possano considerare “fatti”.

Pochi sanno se le registrazioni delle telefonate confermino tali indiscrezioni. Il Presidente, che naturalmente sa,  dice che le ricostruzioni  sono “un autentico falso”. Lo stesso afferma nella sostanza il procuratore aggiunto Ingroia, che,  avendo fatto parte del pool che ha  indagato sulla supposta trattativa mafia – Stato, nel cui ambito rientrano le telefonate intercettate e secretate, qualcosa dovrebbe anch’egli sapere.

In ogni caso mi pongo alcune domande.

Si può fare uno “scoop” sulla base di indiscrezioni? Soprattutto quando si tratta del presidente dello Stato, di indagini in corso e di una questione che riguarda anche un pronunciamento della  Corte Costituzionale?

C’entra tutto questo bailamme con la crisi di vendite di Panorama? Con gli attacchi a Napolitano di alcune parti politiche di una certa destra e di una certa sinistra italiane? Con la battaglia contro le intercettazioni telefoniche della magistratura? Insomma con queste campagna di “notizie” è iniziata forse la campagna elettorale?

Sono domande retoriche per me, soprattutto in un Paese come il nostro, dove si facevano le stragi terroristiche, dove sono morti magistrati, affinché con la  paura e con la confusione si rafforzasse il partito del mantenimento dello status quo,  affinché nulla cambiasse, proprio quando aleggiava il profumo del cambiamento. Per carità, non voglio fare equivalenze tra cose avvenute in altri momenti  e di natura e gravità molto diversa, però  a me sembra che si respiri la stessa aria puzzolente.

 

 

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Published by diogene - in Attualità
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