Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
6 settembre 2012 4 06 /09 /settembre /2012 12:48

barca.jpg

Il fatto

Da una ricerca dell’Eurispes apprendiamo che, oltre allo spread tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi,  aumenta anche uno spread tutto italiano cioè la differenza tra il reddito dichiarato e il tenore di vita degli italiani. Gli studi più recenti mettono in evidenza che il reddito di una famiglia tipo non permette di far fronte ad una vita dignitosa, soprattutto a molte famiglie del Sud. Questa sarebbe la causa che spinge molti a sopperire alle difficoltà economiche con risorse sommerse.

Il fenomeno, individuato da un particolare indice che evidenzia l’incidenza del “sommerso” , vede la Puglia, la Sicilia e la Campania in testa con indici che vanno da 54 a 50, mentre le regioni “virtuose” sono Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige con valoro che vanno da 1 a 11.

La triste graduatoria vede in testa Catania con 60 punti di spread, seguita da Ragusa (57), Sassari (57) e Brindisi (57), mentre le province agli ultimi posti di questa speciale classifica sono Sondrio (2), Aosta (1) e Milano (0).

I fattori di crisi sono segnati nell’ultimo decennio da una diminuzione del potere d’acquisto dei salari, che rimangono tra i più bassi d’Europa, da un aumento dei prezzi per cui solo una famiglia su tre arriva con serenità alla fine del mese e una su quattro è costretta a fare ricorso al credito al consumo.

Tutto ciò ha contribuito a creare un aumento dell’economia sommersa che nell’ultimo anno ha generato circa 530 miliardi di euro. Se a questa cifra si aggiunge l’economia criminale che ammonta a circa 200 miliardi di euro si ha il quadro completo della situazione italiana.

 In sostanza circa il 50% dell’economia italiana è nascosta e ciò spiega perché nel nostro Paese non ci sono manifestazioni spontanee di dissenso come in altre zone del mondo, Stati Uniti compresi.

Dai calcoli fatti emerge che circa 280 miliardi (55%) sono da imputare al “lavoro nero”, 156 miliardi (29.5%) all’evasione fiscale di aziende e imprese, 93 miliardi (29.5%) alla cosiddetta economia informale (per esempio, gli affitti in nero).

Tutto questo crea evidentemente un danno notevolissimo all’erario per cui si è creato un circolo vizioso. L’aumento del debito pubblico spinge i governi ad aumentare le tasse, il che “costringe” una fetta sempre più grande di popolazione e imprese all’evasione, costringendo lo Stato ad aumentare ulteriormente la pressione fiscale.

Paradigmatico è l’esempio delle barche da diporto. E’ bastato l’annuncio di “una tassa di stazionamento” sulle imbarcazioni per indurre molti diportisti italiani e stranieri ad abbandonare i porti italiani a favore di quelli croati, francesi, greci e turchi, con il risultato che le entrate per settore della nautica da diporto sono diminuite nell’ultimo anno del 30%. A nulla è servita correggere il balzello in “tassa di possesso”. Ormai il danno era fatto.

Il commento

C’è poco da aggiungere. Solo qualche domanda.

E’ così difficile per il fisco italiano riuscire a reperire i dati relativi alle entrate ufficiali e alle spese reali (tenore di vita) dei singoli ( individui o famiglie)? Capisco che l’Eurispes lavora su dati statistici: ma i dati statistici non sono la somma dei dati individuali? E, inoltre, con l’uso dell’informatica, non dovrebbe essere relativamente facile risalire ai beni posseduti dagli italiani (case, barche, macchine di lusso) e quindi incrociare i dati di spesa con quelli delle entrate ufficiali ?

Qualcosa mi sfugge sicuramente. E se tutto –è triste affermarlo- si spiegasse con la mentalità di noi italiani ( Fatta la legge trovato l’inganno)?

 

Condividi post

Repost 0
Published by diogene - in Attualità
scrivi un commento

commenti