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1 novembre 2011 2 01 /11 /novembre /2011 13:32

Il fatto  

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Visitando il sito  Slavery Footprint  e rispondendo ad un questionario, è possibile sapere quante persone lavorano per noi in condizioni di schiavitù nel mondo. Nel questionario anonimo ti viene chiesto quanto e cosa mangi, com'è fatto il tuo guardaroba, quali sono le tue abitudini di vita.

In base alle risposte date un'applicazione fa il calcolo. Ho impiegato meno di 5 minuti per rispondere e alla fine è risultato che giornalmente per me lavorano 45 schiavi.

"La schiavitù è ovunque -dice Justin Dillon, responsabile di Slavery Footprint-, ogni oggetto della quotidianità viene realizzato sfruttando in maniera disumana e illegale manodopera a basso costo." Schiavi sono i bambini venduti in Africa come merce qualsiasi o le donne dell'Est costrette a prostituirsi.

L'obiettivo di Slavery Footprint è naturalmente quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema per cui i governi di tutto il mondo non hanno saputo trovare la soluzione.  

Nel senso che non ci hanno neppure provato!

 

 Fonte: Corriere.it

 

Il commento  

   

Il triste fenomeno è noto da tempo. Ma mi chiedo se esso non abbia a che fare in qualche modo con l'attuale crisi finanziaria dell'Occidente.

Non è che per caso noi occidentali, consumatori di risorse umane e ambientali, abbiamo pensato che non ci fossero limiti? Che si potesse non solo consumare moltissimo, producendo poco e sfruttando il lavoro degli altri, ma che addirittura ci si potesse arricchire, in un delirio di onnipotenza, facendo soldi coi soldi?

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