Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
23 agosto 2011 2 23 /08 /agosto /2011 18:28

 

Portrait of w:en:Claude Lévi-Strauss | Claude Lévi-Strauss taken in

L'Autore si interroga sulle basi scientifiche dell'idea di razza e su quali siano i legami tra le caratteristiche genetiche e la cultura di una popolazione. Ma, aldilà dei risvolti scientifici, è un saggio contro il razzismo.

Levi Strauss esordisce mettendo in dubbio il concetto stesso di razza. Secondo lui ci sono innegabili differenze culturali tra le diverse popolazioni che vivono in luoghi diversi o che sono vissute in epoche diverse. Ma non ha senso parlare di superiorità di una cultura rispetto ad un'altra anche perchè i popoli che noi chiamiamo selvaggi (o barbari) danno lo stesso giudizio negativo su di noi. Nella storia i popoli hanno scelto strade diversificate di civiltà ma non esiste un popolo senza storia culturale.
Essa influenza la selezione di una buona parte dei geni di un gruppo umano. I geni dell'anemia falciforme, per esempio, si affermano nel genotipo di popolazioni che, avendo scoperto l'agricoltura, hanno creato zone paludose nella loro opera di disboscamento.

Ci sono numerosissime culture come conseguenza delle diverse strade prese nella storia dall'uomo ma non ha senso assegnare alle civiltà collocazioni gerarchiche precise.

L'autore mette però in guardia dall'illusione che, battuta sul piano scientifico l'idea di razza intesa come superiorità di una razza sull'altra, venga sconfitta quell'idea che è stata ed è ancora pretesto per la sopraffazione di un popolo rispetto a un altro.

L'aumento della popolazione mondiale e la globalizzazione pongono problemi enormi che né l'etnologo né il biologo da soli possono risolvere: da una parte si osserva la scomparsa della creatività favorita dalla diversificazione culturale, dall'altra il restringimento degli spazi fisici vitali e la finitezza delle risorse alimentano le intolleranze di cui il razzismo è solo l'alibi.
Ultimamente la sociobiologia interpreta i diversi comportamenti sociali, compresi quelli degli animali, come mezzi per conservare il patrimonio genetico dell'individuo, della famiglia, del gruppo e in ultima analisi della specie. Ma questo concetto rivoluzionario entra in conflitto con l'idea di libertà individuale.
É vero che i geni determinano le caratteristiche culturali delle popolazioni ma è più vero il contrario: la resistenza al freddo di certe etnie è stata determinata da spinte culturali che hanno favorito il diffondersi di certi geni nella popolazione. Lo stesso discorso si può fare per lo sviluppo delle capacità intellettive.
Levi Strauss, infine, si chiede se esistono valori universali della cultura e risponde di sì, facendo l'esempio del matrimonio inteso in tutte le culture come scambio di donne tra gruppi diversi.


A mio parere è un libro che apre orizzonti culturali nuovi, documentato sulla base di ricerche fatte dall'Autore stesso, a volte ostico, ma di alto livello scientifico come tutti i libri del grande antropologo.


Condividi post

Repost 0

commenti