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26 aprile 2014 6 26 /04 /aprile /2014 10:31

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Roberto Perotti su Lavoce.it e Thomas Mackinson su Il fattoquotidiano.it, confrontano i costi delle sedi  italiane all’estero con quelle degli altri Stati, europei e non, a cominciare dagli stipendi degli ambasciatori.

Il redattore de Lavoce, afferma, tra l’altro, che, a fronte di uno stipendio netto mensile dell’ambasciatore tedesco di 8.449 euro, il nostro rappresentante a Parigi guadagna 29.995euro, con un rapporto di 1 a 2.48, cioè l’italiano guadagna due volte e mezzo il tedesco per la stessa funzione.

Non solo. Da un articolo di Salvatore Antonio Meschino, Console Onorario Generale per l’Australia in Lituania, sul sito bastacastaaltervista.org, emerge che questa “larghezza di vedute” si estende agli autisti che guadagnano anche 10.000 euro il mese, per non parlare degli 8.000 euro (stessa fonte) percepiti dai carabinieri mandati in missione presso le ambasciate italiane all’estero: tra l’altro, nello stesso articolo, Meschino sostiene che con i consolati onorari si potrebbe risparmiare un sacco di soldi a parità di servizi.

A questo punto corre l’obbligo di effettuare una verifica sul sito del Ministero degli Esteri, al capitolo Trasparenza, soffermandosi soprattutto sui paragrafi “Amministrazione trasparente” e “Annuario statistico”. Le questioni da chiarire e approfondire sono appunto i veri stipendi degli ambasciatori, oltre che del personale, e il confronto con le Amministrazioni di altri paesi.

Questa è la prima tabella da prendere in considerazione (Trasparenza/Retribuzioni dirigenziali) :

Retribuzioni annue lorde, comprensive della tredicesima mensilità, corrisposte ai gradi della carriera diplomatica titolari di struttura dirigenziale ex DPR 206/2010 (Biennio Economico 2008-2009)

Funzione

Grado

Fascia

Stipendio Tabellare

Retribuzione di posizione

Retribuzione di risultato ANNO 2013**

Totale annuo lordo

Segretario Generale *

Ambasciatore

A

€ 108.889,00

€ 192.431,26

*€ 0,00

€301.320,26

La retribuzione di risultato per il Segretario Generale è stata eliminata in applicazione dell'art. 23 ter d.l. n. 201 del 2011 convertito in l. n. 214 del 2011. Gli importi lordi sono soggetti alle seguenti ritenute: Previdenziali e assistenziali: 11,15% per Stipendio Tabellare e Indennità Posizione, 9,15% su Indennità di Risultato. E' previsto un conguaglio previdenziale dell’1% su importi eccedenti un limite annuale fissato per legge. Per il 2013 il limite è Euro 45,530,00.IRPEF: secondo gli scaglioni di reddito previsti dalla legge, con aliquota marginale al 43%.

A parte la confusione tra i riferimenti al biennio 2008-2009 e quelli all’anno 2013, facendo i calcoli sulla base della tabella, risulterebbe che, nel 2013 (?), sia stato corrisposto ad un ambasciatore di fascia A uno stipendio netto di 271.191, dato compatibile con quanto evidenziato da Perotti.

Dalle ultime pagine dell’Annuario statistico, dove si fanno i confronti, relativi all’anno 2012, con le Amministrazioni delle altre Nazioni, poi, emerge che:

1.l’Italia ha 319 sedi all’estero (tra ambasciate, rappresentanze permanenti, delegazioni speciali, uffici consolari, Istituti di cultura), per un totale di un personale pari a 7.700 addetti, a fronte delle 229 della Germania per un personale di 12.503, e 275 degli Stati Uniti d’America per un personale di 69.962, quindi il nostro Paese ha più sedi di rappresentanza degli Stati Uniti!

2. Il bilancio (al netto dell’APS, cioè gli Aiuti Pubblici ai paesi in via di Sviluppo) è di 1.610 milioni di euro contro i 3.486 della Germania e i 14.775 degli Stati Uniti;

3. Il bilancio del Ministero degli esteri italiano incide per lo 0,10 sul PIL e per lo 0, 21 sul bilancio statale, mentre quello tedesco è lo 0,13 del PIL e l’1,15 del bilancio statale e quello degli Stati Uniti rispettivamente 0,12e 0,49. Quindi, almeno per l’incidenza sul PIL, non ci discostiamo molto dai paesi presi a paragone;

4. Le erogazioni per l’Aiuto ai Paesi in sviluppo rappresentano, però, lo 0,13 del PIL per l’Italia contro lo 0,38 in Germania.

A conclusione di tutte queste aride (ma non troppo, a saperle leggere) vorrei fare alcune considerazioni:

  1. Nell’Annuario Statistico non sono forniti gli stipendi netti delle diverse figure funzionali (neppure alcune, a titolo di esempio) delle ambasciate dei paesi stranieri, ma solo i dati aggregati. Anzi, confrontando la spesa lorda totale della Rete estera del nostro Paese con quella degli altri, relativamente al personale impiegato (SINTESI INTRODUTTIVA, Tavola 3.1, pag. 163 dell’Annuario), essa non sembra discostarsi molto dalle altre. Com’è possibile allora verificare sul sito le affermazioni del prof. Perotti e di altri Autori? Dov’è finita la trasparenza? Mi verrebbe da dire: dove sta il “trucco”? Le omissioni sono dovute a questioni di spazio?

  2. La cosa che, però, a leggere attentamente l’annuario, colpisce è la grande “tirchieria” dell’Italia negli Aiuti ai Paesi in Sviluppo (APS), ancora più evidente se si raffrontano i dati dei nostri contributi rispetto al bilancio dello Stato. Dai calcoli fatti essa rappresenta lo 0,1 % del nostro bilancio statale, a fronte del 3% del rapporto tedesco, cioè la Germania spende, relativamente al suo bilancio, 30 volte di più per aiutare i paesi emergenti. Questa è una questione fondamentale per quanto riguarda il futuro del mondo. Non ci sono politiche di “accoglienza” che tengano se non si risolvono gli squilibri del mondo alla radice. Gli sbarchi dei migranti in Sicilia sono solo il sintomo di problemi ben più gravi: ma queste sono questioni da affrontare in altra sede.

  3. Ancora, dall’Annuario statistico non emerge con chiarezza che gli Aiuti per lo Sviluppo gravano solo per il 21% sul Ministero degli Affari Esteri (MAE), essendo per la maggior parte gravanti sul Ministero dell’Economia, per non parlare della poca trasparenza che caratterizza la gestione di queste spese: ma anche questa è una questione da affrontare in un altro momento.

  4. Ultimo dettaglio. Non è rintracciabile (almeno da me) sul sito governativo lo stato patrimoniale e reddituale del ministro, come per gli altri ministri. Si trova, faticando non poco su internet, sul sito http://politici.openpolis.it. Ma perché non lo è sul sito del Ministero?

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Published by diogene - in Attualità
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