Il blog di Enrico. Con una lanterna, come Diogene, cerco di vedere meglio le cose.
Il fatto
Visitando il sito Slavery Footprint e rispondendo ad un questionario, è possibile sapere quante persone lavorano per noi in condizioni di schiavitù nel mondo. Nel questionario anonimo ti viene chiesto quanto e cosa mangi, com'è fatto il tuo guardaroba, quali sono le tue abitudini di vita.
In base alle risposte date un'applicazione fa il calcolo. Ho impiegato meno di 5 minuti per rispondere e alla fine è risultato che giornalmente per me lavorano 45 schiavi.
"La schiavitù è ovunque -dice Justin Dillon, responsabile di Slavery Footprint-, ogni oggetto della quotidianità viene realizzato sfruttando in maniera disumana e illegale manodopera a basso costo." Schiavi sono i bambini venduti in Africa come merce qualsiasi o le donne dell'Est costrette a prostituirsi.
L'obiettivo di Slavery Footprint è naturalmente quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema per cui i governi di tutto il mondo non hanno saputo trovare la soluzione.
Nel senso che non ci hanno neppure provato!
Fonte: Corriere.it
Il commento
Il triste fenomeno è noto da tempo. Ma mi chiedo se esso non abbia a che fare in qualche modo con l'attuale crisi finanziaria dell'Occidente.
Non è che per caso noi occidentali, consumatori di risorse umane e ambientali, abbiamo pensato che non ci fossero limiti? Che si potesse non solo consumare moltissimo, producendo poco e sfruttando il lavoro degli altri, ma che addirittura ci si potesse arricchire, in un delirio di onnipotenza, facendo soldi coi soldi?