Il blog di Enrico. Con una lanterna, come Diogene, cerco di vedere meglio le cose.
Il fatto
Da una ricerca di Confartigianato risulta che il tasso d'inattività femminile, nel nostro Paese, è del 48,9 %, cioè quasi una donna su due non lavora. Per quanto riguarda l'occupazione femminile siamo al penultimo posto in Europa, insieme a Bulgaria, Portogallo e Malta: dopo di noi c'è solo la Polonia. Il tasso d'inattività femminile italiano è attualmente uguale a quello registrato mediamente nella Comunità europea nel 1987. La situazione peggiore si registra in Campania, preceduta immediatamente da Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.
Questo dato si accompagna ad un altro dato negativo: l'Italia destina alle politiche destinate alla famiglia e alla maternità solo l'1,3% del Pil, a fronte del 2,5% della Francia e del 2,8% della Germania. Ed è logico vedere una relazione tra i due dati.
Il commento
Secondo la Banca d'Italia e la Confartigianato, se l'Italia passasse dal dato attuale d'occupazione femminile (46,1%) al dato europeo (58%), la ricchezza nazionale aumenterebbe del 7%, che non è poco.
Però mi chiedo. La scarsa occupazione femminile è una delle cause, come sembrano affermare gli studi citati, della diminuita crescita economica italiana degli ultimi anni? O una conseguenza? Certo è una forte ingiustizia.
E di una cosa sono certo. Se aumentasse "l'occupazione femminile" nella politica italiana, la qualità della quest'ultima ci guadagnerebbe molto . Naturalmente mi riferisco alle donne elette per meriti professionali e d'intelligenza e non per i meriti conquistati nei concorsi di bellezza.
Voi che ne pensate?